
Sabbia sulla pelle
in una notte strana.
Carezze dolci,
profumo intenso.
Io, persa in mare.
Il mio corpo sulla spiaggia,
la mente alla deriva.

Dal castello stanotte uscirò, non avere paura di me e se ci sarai ti accarezzerò con le mani che mai non avrò.
Ogni notte io scendo in città, ogni notte in cerca di te e la luna sa che ti ruberò a quel mondo che cuore non ha.
Sono nata tanti anni fa, io vivo così e ho paura di me, nessuno sa che un cuore c’è e che ha tanto bisogno di te.
Ogni notte io cerco te, ogni notte io scendo in città e la luna mi accompagna in un ballo che tempo non ha.
Dal castello stanotte uscirò non avere paura perché, se tu lo vorrai, ti accarezzerò con le mani che mai non avrò.
Asseconda il dolore, lascia che ti catturi… Schiudi le mani e il corpo al dolore. Arriva ad ondate, al pari di una marea, e tu dovrai essere come un recipiente abbandonato sulla spiaggia e lasciare che ti riempia e poi, quando si ritirerà, che ti lasci vuoto e trasparente… Con un respiro profondo.. profondo quanto il dolore, raggiungerai una sorta di liberazione dalla sofferenza, come se il dolore non fosse tuo.. ma del tuo corpo…Anne Morrow (1906)
Scrivo il mio nome senza il tuo, oggi nel giorno dell’addio, era inevitabile….
Domande Classiche
Entro in un bar in centro, mi siedo al tavolo ed ordino il classico caffè macchiato con tanta schiuma bianca. Il giornale da sfogliare, senza voglia particolare di conoscere ciò che succede nel mondo. Non ho voglia di sapere. L’attenzione viene attirata da due persone che s’incontrano probabilmente dopo molto tempo. Giovani, non particolarmente interessanti. Ciao, come stai? Bene, grazie e voi? Anche, tutto ok. Tua moglie ha trovato lavoro? No, invia curricoli, ma spero che un lavoro non lo trovi mai. Perchè??? Voglio che stia a casa a farmi da serva, mi piace!
Aggiungo zucchero al caffè, è diventato amaro.
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