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nov
26
2006
32

 Rinchiusa in un maglione di lana

Un brivido sfugge

su questa pelle calda.

Striscia via un pensiero

Inebriante

Mani solleticano eccitanti istinti

mentre profumi

chiamano.

Written by sololu in: Senza categoria | Tag:
nov
12
2006
39

Siamo soli ( ?)

Le parole di nessuno

Parole senza senso

Senza più parole

Written by sololu in: Senza categoria | Tag:
nov
09
2006
0

Osservo.
La luce non ha ombra.
Prendete un ramo secco, conficcatelo nel terreno e date fuoco alla sua estremità libera. Proiettategli un fascio di luce sopra: sulla terra vedrete formarsi solo l’ombra del ramo ma non ci sarà traccia dell’ombra della fiamma: la fiamma non ha ombra poichè essa stessa è luce .
Dov’è finita la nostra luce? Faccio ombra da tutte le parti…
Mi capita di muovermi nella città. Sono convinto che non potrò mai trovare la chiave che ho perso. Sarà attaccata ad un muro della piazza principale? Cosa dovrebbe farci una chiave su di un muro all’aperto? Niente!
Eppure stava proprio là. Qualcuno ce l’aveva messa. Qualcuno l’aveva trovata e l’aveva attaccata su quel muro convinto che io alzassi gli occhi e la riconoscessi.
Ma quando sei convinto che una cosa non faccia parte di un determinato quadro, allora non la vedi. Credi che la sua presenza in quel luogo non abbia senso. Stai dando la tua interpretazione. Stai dando il tuo senso.
Eppure la chiave c’era. E l’ho trovata solamente perchè davanti a quel muro mi sono domandato: "dov’è la mia chiave?". Era un muro troppo grande: la chiave si era mimetizzata in esso.
Ricordi.
Sul mio libro di testo delle scuole medie c’era una foto che ritraeva un tronco d’albero. O meglio, a vederlo così, sembrava proprio un pezzo d’albero. Se però leggevi la didascalia della foto e riguardavi il tronco, ci vedevi una farfalla perfettamente mimetizzata. In realtà, ora che lo sapevi, la farfalla non era più così tanto "perfettamente mimetizzata". Tronco e farfalla erano diventate due cose distinte.
Se nella didascalia della foto ci fosse stato scritto "albero dell’Amazzonia", forse non avrei mai visto la farfalla ma mi sarei limitato a dare uno sguardo affrettato a quel tronco.
Insomma, per farla breve, io credo che vedi la farfalla solo quando sei sicuro che essa ci sia e così ti domandi: "ma dove diavolo è ‘sta farfalla?". E così magari la vedi.
Oggi mi guardo attorno. Vedo un passerotto che vola, vedo un tramonto, sento i rumori della città affievolirsi.
Qui l’amore c’è. Io lo so. L’ho letto in non so quale didascalia. Ma dove diavolo è? C’è una bella ombra a coprirlo… Una bella ombra composta dalle cose che ti hanno appiccicato addosso.
Metti la luce dentro ad una lampada e proiettagli una luce ancora più potente sopra: vedrai l’ombra della lampada trasformarsi in immagini inquietanti sul muro della tua cameretta. Ma non riuscirai a vedere la luce che ci sta dentro.
Siamo abituati a vedere ombre (nonostante ciò presupponga comunque l’esistenza di una luce).
Sto cercando una farfalla da migliaia di anni ma sono sicuro che non sia su quel tronco che ho davanti… Basta una didascalia per smentirmi.
La luce non ha ombra: essa illumina… semplicemente.
Ecco l’Uomo; ecco il vero Sè. Egli illumina. Egli è la torcia dell’Amore. Egli è solo fiamma. Egli non possiede ombra.
Oggi un Uomo ha guardato il suo "carnefice" negli occhi e si è domandato: "ma dove diavolo può essere la Luce qui? Ma dove cavolo è l’Amore? Forse in quest’uomo che mi sta facendo soffrire? Non vedo bene… Eppure so che c’è. Perchè quest’uomo che mi sta davanti è Luce! Io lo so! L’ho letto sulla didascalia che lo accompagna! Eppure mi sta uccidendo. Eppure mi fa soffrire. Ma sono sicuro che egli è la Fiamma. Non può oscurarmi con la sua ombra… Egli non ha ombra!"
Mi domando.
Ma è possibile che in te che ogni giorno mi condanni, che ogni giorno mi illudi e mi deludi, che ogni giorno mi crocifiggi… è possibile che in te ci sia Amore? Eppure io so che quella farfalla c’è! Lo so. Lo sento. L’ho sperimentato.
Cosa ho sperimentato? Non so spiegarlo…
Allora magari vedo la Luce. Allora magari vedo l’Amore.
E capisco anche cosa sia l’Amore. Comprendo cosa sia l’Amore vero. Non è un amore che chiede ma un Amore che semplicemnete vive e che semplicemente ama donando la sua luce.
E’ quell’Amore che ti parla senza aprire bocca. In silenzio.
E’ l’amore di quella madre; è l’amore di chi ama…
Quando ti guardo la mia mente mi assorda: mi dice che mi fai soffrire, mi dice che mi fai male, mi dice che potrei deluderti. Ed in questa confusione, in questo caos, io non vedo la tua fiamma. Riesco solamente a percepire l’ombra di ciò che non sono. L’ombra di un pensiero o di una idea.
Non vedo chi sei: sto proiettando la mia paura. La paura di perderti e di perdermi. La paura della solitudine.
Ma se cerco la fiamma che è in te, anche se un po’ a fatica, riesco a sentire un amore speciale che mi parla silenziosamente. Un amore che mi parla di te. Un amore che mi dice che sei Luce.
Ed in quella Luce vedo la mia Luce.
Un incendio d’Amore comincia a diffondersi… basta un po’ di vento.
E’ qualcosa di reciproco. Qualcosa che vive e si trasmette. Vive in te e in me, nonostante le paure che tentano di coprire la Realtà.
L’Amore vive. E’ un fuoco sacro che non conosce morte. Niente può spegnerlo poichè esso è l’unica cosa reale. Il resto è illusorio…
Ti puoi illudere di poter spegnere la vita ma fortunatamente non sarà una illusione a mettere in difficoltà la Verità.
Come in un incubo, la mia paura ha preso le sembianze del mio nemico.
Ma oggi scelgo di non rimanere legato al passato. L’Amore vive solo in questo istante: non ha passato nè futuro. Vive libero! La sua fiamma dà luce: non possiede ombra!
Oggi io ti guardo e non soffro. Non sono solo: tu sei con me.
Oggi sento una voce in te: essa mi parla della tua realtà di Amore e mi comunica la voglia di scoprirmi. Quella Luce è anche in me.
Ecco cosa è l’Amore!
Oggi non vedo morte; non vedo cessazione; non vedo miseria; non vedo dolore. Morte, cessazione, miseria e dolore risiedono nella dimensione illusoria dell’ombra… La tua luce era stata eclissata dalle mie paure… Era tutto un incubo! Era tutto irreale!
Oggi l’Uomo si è svegliato e ha visto l’insensatezza della materia di cui era composto il suo sogno e se ne è liberato. Oggi ha visto l’Amore. Un amore che non concepisce ombre. Un amore che si diffonde.
Da cosa devo difendermi se l’Amore è qui con me? Da cosa devo difendermi se io sono Amore?
Hai visto l’Amore! E’ sempre stato qui con te, non ti ha mai abbandonato.
Oggi non sei più il mio persecutore, oggi non sei più un’ombra.
Oggi io vedo in te l’Amore e ti risveglio. Oggi, risvegliandoti, mi sveglio.

Perché non si muore o si vive una sola volta: la vita e la morte accadono continuamente.

 dal blog di PRIVATEOUTRAGE

Written by sololu in: Senza categoria | Tag:
nov
07
2006
13

ARTISTA DI STRADA

Ho camminato tanto sai? Così tanto che le caviglie faticavano a reggere. Ho scoperto di avere dei muscoli che probabilmente hanno dormito a lungo. Ne sento ancora la protesta. Ho respirato negli angoli sconosciuti di una grande città, immensa e talmente colma di arte che quasi mi sentivo svenire. Sensazioni. Sensazioni forti. Pietre lucide a ricoprire la grande via “consumata” da passi e sguardi.

Guscio di tartaruga lustrato e liso da miliardi di carezze nel passare degli anni. Carezze non donate, no, non donate. Mani appoggiate una dietro all’altra per rubare e trattenere l’immagine di quella fortuna di cui racconta la favola. Fortuna che tutti cercano e che pochi riconoscono avere già tra le dita.

Viso dipinto, corpo inerme, dorato, argentato e sono rimasta a guardare. Non me ne frega niente, no, non me ne frega nulla di quelle vetrine curate e scintillanti che ti fanno da cornice, dove le scarpe puma costano 20 euro meno che qui. No, non me ne frega un cazzo di Gucci, Cavalli, Dolce e Gabbana e neanche del sorriso della donna che soddisfatta paga con la carta di credito. Tu. Tu mi catturi. Tu. Tu fermo, lì immobile, in quella posizione così innaturale per l’uomo che diventa marmo bianco per ore. Hai dipinto sul volto la freddezza di una statua. Guardo i tuoi occhi fissi, persi nel vuoto. Nessun movimento sul viso. Hai lasciato il tuo corpo su questa piazza. Chissà dove sei. Ed il tuo cappello si riempie di monetine, che cazzo… devi pur mangiare no?

Artista di strada sai dirmi dov’è la mia anima?

Altrove, assieme alla tua.

E poi lassù, da dove si domina tutta la città. Immensa. Cavoli. Lassù: quell’ora di solitudine interiore, seduta su quella panchina qualunque, non importa quale, purchessia. Mi sono abbracciata, agli occhi degli altri avvolgendomi dentro il giaccone per sentire meno freddo, con l’unico intento invece di proteggermi dai miei stupidi pensieri. Semplicemente abbracciata a me stessa. Io con me. Io con il mio essere. Io e nessun altro. Io legata comunque a tutto. E ti ascoltavo. La musica accompagnata dai tuoi strumenti etnici. Dalla panchina, oltre i rami, il mare. Acqua. No, non solo acqua. Non solo. In cielo uccelli liberi e quasi fermi a farsi trasportare dal vento che ormai penetra anche il cervello. Sono salita sulle tue note. Non era stanchezza, non lo era. Non era un cercare riposo. Tu, artista di strada lo hai capito. Tu mi hai letta. Tu, forse solo tu l’hai capito. Quello sguardo che mi hai deposto tra le mani tremanti, prima dell’obbligata partenza, beh…. quello sguardo non lo dimenticherò.

Artista di strada, suona la tua musica.

Written by sololu in: Senza categoria | Tag:
nov
06
2006
6

Ogni volta

ogni volta che rimango
con la testa tra le mani
e rimando
tutto a domani

( ps. non volevo esprimere nessuna angoscia o difficile concetto esistenziale…cazzo, stavo solo ascoltando e canticchiando Vasco…)

Written by sololu in: Senza categoria | Tag:
nov
01
2006
0

MI HANNO DETTO

Mi hanno detto

che

"la qualità della vita"

non consiste

nel benessere

fisico, morale e spirituale,

ma nella capacità

di offrire

e di provocare

comunione…

DON SANDRO NAIARETTI

Ora.

Ora che tu sai, ora che tu ascolti e vedi davvero…

aiutaci a vivere,

stacci vicino,

perchè questo non sia

un addio.

Written by sololu in: Senza categoria |

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