Rallentare

Già, a volte è proprio necessario farlo.
Ridurre…
Che stupida però, come sarebbe bello riuscire a farlo prima che sia qualcun altro a decelerare per te: magari il tuo corpo Hobbywbun, praticamente incazzato perché non ti degni di ascoltare, di ascoltarlo.
Prima sussurra, sai?
Poi semplicemente te lo dice…
Già te lo dice e fingi di non sentire: devi correre altrove, con sogni, speranze, illusioni e mille altre cose da fare, da pensare, da studiare, da decidere, da disporre, da concludere o da iniziare. Sistemare, ordinare, collocare…tutto al proprio posto, tutto da strutturare. E poi ancora molto, tanto da ragionare, da rimuginare.
E lui allora urla…e a questo punto non puoi più fingere di non sentire, no! Non ti è più permesso far finta di niente.
E’ lui che frena…la mente non vince più.
Ora rotoli e ti pieghi. Intreccio di budella e viscere. E il respiro si fa pressante.
Cilindri e cappelli, rullini o bobine, involucri e cortecce non contano più.
Ora sei ferma. Bloccata dentro. Statica e accerchiata. Anima estesa e silenziosa.
Già, non c’è bisogno di affrettarsi né di cercare rifugio altrove:
“Fai qualsiasi cosa,
ma nella profondità di te stesso
resta in pace,
calmo,
quieto,
centrato”

